...le zucchine le metterei dovunque!!!Si preparano in tempi rapidi, hanno sempre questa dolcezza che rende delicato ogni piatto...stanno bene con tutto, per cui, sono delle valide alleate in cucina.
In questo pesto preparato in tempi record, le ho utilizzate in modo molto semplice, insieme con delle penne integrali di Alce Nero che è un marchio, che a sua volta racchiude al suo interno tanti produttori che si impegnano a dare un contributo di qualità alla nostra tavola.
Quindi, piatto molto semplice, con ingredienti sani per un piatto di pasta ricco di delicatezza.
mercoledì 8 maggio 2013
Risotto ai funghi secchi
Risotto ai funghi secchi |
sabato 4 maggio 2013
Chelsea buns ai mirtilli rossi, mandorle, canditi e pinoli
Chelsea buns ai mirtilli rossi, mandorle, canditi e pinoli |
Chelsea buns ai mirtilli rossi, mandorle, canditi e pinoli |
giovedì 2 maggio 2013
Pasta e piselli
Pasta e piselli |
...con la primavera arrivano le fave e i pisellini.
I piselli e le fave piccole, si prestano ad essere consumate anche crude durante le gite di pasquetta, 25 aprile, primo maggio: sono un vero e proprio classico da Roma in giù, insieme con pecorino, pane casereccio e un bel salamino.
Oggi, ve le propongo in versione minestra brodosa con gli gnocchetti sardi che proprio per essere rigati e concavi, trattengono maggiormente sia la verdura, sia il suo sughetto.
martedì 30 aprile 2013
Orata ripiena al forno
Orata ripiena al forno |
Volendo preparare anche una pasta veloce, si possono raddoppiare gli ingredienti per condire il pesce e poi distribuire il sughetto su un bel piattino di spaghetti al dente, sfizioso e colorato.
lunedì 29 aprile 2013
Pizza di Kamut
...due paroline sul Kamut...con il nome Kamut, si fa riferimento all'azienda americana che si occupa della produzione, lavorazione e distribuzione di questo antico grano di agrigoltura biologica. Questo grano prende il nome anche dalla regione dell'Iran, sua famosa terra di nascita, il Khorasan.
Contiene glutine come tutti i derivati del frumento, quindi non adatto a chi ne è intollerante. Si può coltivare dovunque. Naturalmente, può essere chiamato Kamut, solo se prodotto dalla rispettiva azienda statunitense che, pare, garantisca, standard di alta qualità e metodi biologici per questa materia prima dall'alto valore proteico, mai ibridata con altri tipi di grano. Tra moda, leggenda, realtà, ricerca dell'esotico e del nuovo, si narra che il grano di questo tipo veniva già coltivato in Egitto secoli fa. Oggi si usa molto nelle nostre cucine perchè le preparazioni con farina di Kamut, risultano particolarmente digeribili, e molto ricche di minerali importanti come il magnesio, lo zinco, il selenio. Quindi, pregi, ma anche difetti di una materia prima sicuramente eccelsa che ha un notevole impatto ambientale dovuto alla logistica messa in moto, per rifornire le tavole di tutto il mondo. A tal proposito, consorzi di agricoltori italiani, hanno provato a riprodurre sul territorio, varianti analoghe, senza però molto successo. Fatta ogni considerazione positiva e negativa, si può senz'altro inserire la farina di Kamut, la pasta e i vari derivati, nella lista della spesa, senza farne un uso mono tematico, ma solo di arricchimento della varietà di prodotti di alta qualità che dovrebbero garantire un'alimentazione consapevole, sana e varia.
mercoledì 24 aprile 2013
Zuppa depurativa di porri carciofi cipolla e patate
...dopo dolci, stravizi e golosità varie, ogni tanto, serve una ricettina depurativa che possa aiutare ad eliminare tossine, scorie ed aiutarci a restare un pò più leggeri. Avevo letto delle proprietà depurative dei carciofi, per cui, ho pensato ad una vellutata molto dolce con i porri e la cipolla, con una consistenza cremosa grazie all'aiuto della patata e qualche crostino finale da inzuppare.
martedì 23 aprile 2013
Pasta velocissima al radicchio tardivo di Treviso
...ancora per pochissimo possiamo trovare il radicchio tardivo di Treviso...verdura tipicamente invernale e dolcissima. Tra i tantissimi tipi di radicchio, il tardivo è il più dolce e si presta ad una pasta velocissima, dolce, saporita e anche molto leggera. Si presenta dal cespo stretto e lungo, con le punte più estreme leggermente arricciatine. Sicuramente versatile per pizze, focacce farcite, cannelloni ripieni... Si sposa benissimo con formaggi erborinati come il gorgonzola o un bel Montasio stravecchio. Come l'ho preparato io in foto, lo si gusta nella sua semplicità e bontà originale oltre che incredibile velocità nella preparazione.
lunedì 22 aprile 2013
Pastiera
Pastiera |
Ho fatto la tesi di laurea in sociologia delle organizzazioni parlando di lavoro.
Se tornassi indietro farei la tesi sulla pastiera.
Quale migliore argomento etnoantropologico!!!Unisce antropologia e sociologia, è uno dei più ricchi compendi di storia delle tradizioni popolari.
La pastiera, per chi la conosce da vicino, non è solo un dolce, ma è proprio una religione e come tale, ha un culto, dei riti e dei tempi:
è un prodotto culturale!!!
Tra leggenda e realtà, la pastiera ha radici storiche antiche e pagane frutto dell'avvicendarsi del ciclo produttivo.
Si narra infatti che la sirena Partenope, la preparasse proprio in occasione del periodo della rinascita della terra: la primavera.
Il culto era quello della divinità materna Cerere, protettrice della fertilità della terra, della coltivazione di fiori, frutta e delle specie viventi in genere.
Le sacerdotesse facevano lunghe processioni con le uova in suo onore.
Simboli, riti, tradizioni poi mutuati dalla religione cattolica con la creazione della festa di Pasqua, appunto festa di rinascita, resurrezione e risveglio che coincide naturalmente proprio con la primavera, assecondando quindi l'ancestrale principio di ciclo produttivo.
È un prodotto Slow Food per eccellenza!!! Oggi
nei negozi bio o nei supermercati, troviamo del buon grano cotto, dei canditi, della saporitissima ricotta, ottime farine, burro, zucchero...
Quando l'economia domestica era soprattutto agricola, tutto andava coltivato, prodotto e raccolto rispettando momenti ben scanditi: quindi il grano, la ricotta, i canditi, erani fatti in casa e quello che si mangiava, era il risultato del lavoro collettivo della famiglia allargata fino a nonni, zii e cugini. Anche l'operazione dell'infornare le pastiere era un momento sociale: si preparavano grandi quantità di pastiere e si infornavano nel forno di quartiere. Ogni famiglia, faceva le proprie. Ogni pastiera aveva un piccolo segno di riconoscimento, si facevano grandi infornate rinnovando così riti di una società che rifondava se stessa e le proprie tradizioni in cui tutti avevano il proprio ruolo.
Buona Pasqua a tutti.
Pastiera |
Pastiera |
Dosi per uno stampo da 26 cm oppure 28 cm:
( per la pastiera in foto, ho usato uno stampo da 26 cm e mi è avanzata un pò di pasta frolla:
ho re-impastato e steso di nuovo, ho usato formine varie ed ho ottenuto i biscotti che ho cotto in forno statico per una ventina di minuti circa e conservato in una scatola di latta. I biscotti chiusi in scatola di latta, si conservano perfettamente per una settimana, dieci giorni.
Se si volesse usare uno stampo da 28 cm, varierà leggermente solo l'altezza della pastiera e non avanzerà pasta frolla).
Ingredienti:
per la Pasta Frolla
-3 uova
-1 pizzico di sale
- semi di mezza bacca di vaniglia
- la scorza grattugiata di un'arancia
- succo di un'arancia bionda piccola
-500 gr di farina 00
-200 gr di zucchero
-200 gr di burro
per il ripieno
-600 gr di ricotta bio di ottima qualità ( ottima ricotta vaccina, oppure metà ricotta vaccina e metà ricotta di pecora).
- 70 gr di canditi ( a scelta tra arancia, limone, zucca...)
-scorza intera di un limone
-scorza intera di un'arancia
-semi di mezza bacca di vaniglia
- 2 uova intere
- 2 tuorli
- 300 gr di zucchero
- 300 gr di grano precotto
- 200 gr di latte
- 25 gr di burro
Facoltativo: 1 pizzico di cannella + aroma di fiori di arancio ( io non ho messo l'aroma di fior di arancio perchè non amo gli aromi artificiali. Per chi vuole aggiungerla, consiglio di cercarla in erboristeria o presso i prodotti specializzati per pasticceria)
Pastiera |
Preparazione:
Per prima cosa preparare la pasta frolla.
La pasta frolla si può fare sia a mano, che con una planetaria: a mano, farina a fontana, sale e burro freddo a pezzetti grossolani, lavorare velocemente con le mani fino ad ottenere delle briciole. Aggiungere zucchero, uova, semi di vaniglia, scorza di arancia, mescolare ancora e solo alla fine unire il succo di arancia. Se si dovesse usare una planetaria: mettere dentro la ciotola, la farina, il sale, il burro freddo tagliato a pezzetti grossolani, con il gancio a foglia, ottenere delle briciole a velocità 1-2.
Aggiungere zucchero, uova, scorza di arancia, semi di vaniglia, e solo alla fine, il succo di arancia.
Ottenere un panetto piuttosto compatto ed omogeneo, avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare in frigo per mezz'oretta.
Per la crema di grano: in una prima pentola dai bordi piuttosto alti, versare il latte, il grano precotto, il burro, la scorza intera del limone e la scorza intera dell'arancia. Far bollire tutto mescolando, e mantenendo il fuoco a fiamma dolce. Una volta ottenuta una cremina piuttosto densa, coprire e lasciare raffreddare il composto.
Aggiungere i canditi alla crema di grano, eliminare la scorza intera dell'arancia e del limone ed passare tutto molto velocemente con un mini pimer per rendere il composto più omogeneo.
Preparare quindi la crema di ricotta: la si può fare a mano, con un mixer oppure con una planetaria
(velocità 2 fino a miscelare tutto il composto, con gancio a foglia e per chi avesse la Kenwood, con il gancio K oppure il gancio flexi).
In una ciotola, mescolare, le uova intere, i tuorli, lo zucchero, la ricotta, la scorza grattugiata dell'arancia, i semi di mezza bacca di vaniglia (si ottengono praticando con un coltello, un taglio lungo tutta la bacca e con la stessa lama del contello, prelevandoli ed impiegandoli nel proprio dolce).
Accendere il forno a 180°. Imburrare ed infarinare lo stampo.
Estrarre la pasta frolla dal frigo, impastarla per due minuti fino a quando si potrà lavorare facilmente con le mani. Infarinare il piano da lavoro, tenere un pezzetto della frolla per fare le losanghe, e con un mattarello, tirare la pasta in modo omogeneo ruotandola di quarantacinque gradi per ottenere lo stesso spessore da tutti i lati.
Posizionare la pasta nello stampo, bucherellare la base con i rebbi di una forchetta.
Unire la crema di ricotta e la crema di grano.
Versare dentro la frolla e livellare.
Infarinare il piano di lavoro e con una speronella ( rotellina taglia-pasta dentellata) tagliare le strisce da posizionare a losanghe sulla pastiera.
(a me la pastiera piace opaca; per chi amasse il lucido, basterà che spennellare con un tuorlo d'uovo e un pò di latte la parte superiore).
Infornare per 80 minuti a 180° in forno statico.
Trascorso questo tempo, lasciare in forno caldo (50° dalle cinque alle otto ore).
Curiosità:
La tradizione rimanda alla produzione della Pastiera, in tutte le zone della Campania, ma tutt'oggi, anche a Reggio Calabria e provincia, permane la consuetudine di preparare la Pastiera il giovedì Santo.
Le varianti della Pastiera sono tante...nella versione sorrentina, per esempio, si introduce anche la crema pasticcera che si miscela alla crema di grano e alla crema di ricotta che costituiscono la base di questo dolce.
La pastiera si mantiene perfettamente fuori dal frigo, adeguatamente coperta da pellicola o da un panno di cotone, a patto che sia stata ben "disidratata" dopo la cottura iniziale con la fase dell'asciugatura: è forse il passaggio che più la differenzia da una crostata di ricotta normale).
Ho sentito di qualcuno che la congela sia da cotta, sia da cruda; pare, mantenga inalterate tutte le sue proprietà.
Di seguito, le foto della diverse fasi di due pastiere preparate come sopra indicato.
mercoledì 17 aprile 2013
Muffins con farina di pistacchi e yogurt magro alla vaniglia
Muffins con farina di pistacchi e yogurt magro alla vaniglia |
...non lo dice mai nessuno, ma preparare e mangiare muffins crea dipendenza... c'è il periodo di quelli dolci ,al cioccolato, alla nutella, alla marmellata... e c'è il periodo di quelli salati... zucchine, formaggi, verdure...
Per fare questi muffins oggi, sono andata a pescare un ingrediente che la pasticceria siciliana conosce bene: i pistacchi!!! In tutta onestà, di solito, associo il pistacchio a qualcosa di salato. Ma questa volta, volevo fare dei muffins dolci diversi. Per cui, se siete amanti dei dolci al pistacchio e cercate un sapore particolare, questa ricetta farà sicuramente al caso Vostro.
martedì 16 aprile 2013
Insalata Russa
...l'insalata russa è un piatto freddo nato verso la seconda metà dell' ottocento, proprio in un ristorante di Mosca. Ancora oggi, per consuetudine, da quelle parti, si usa prepararlo soprattutto durante le festività natalizie.
In Italia, ha trovato la sua maggiore diffusione dagli anni '80 in poi. E' un piatto molto versatile, può essere un antipastino presentato come centro tavola o reso molto carino nella versione finger food magari su dei crostini, su delle verdure a foglia rigida, o in piccole ciotoline di ceramica bianca con il relativo cucchiaino...la fantasia non conosce limiti... Le varianti sono talmente tante che possiamo parlare di insalata russa di mare e di carne...con gamberetti, salmone, tonno, diventa di mare e con pollo lesso, maiale, wurstel, salame, diventa di carne.
Di fatto è un piatto semplicissimo da fare. Di base sarebbe una preparazione leggera, la presenza della maionese, dell'uovo e di altri ingredienti che più ci piacciono, in realtà, fanno precipitare il conto calorico, e anche, ahimè, del colesterolo...
Diventa quindi un antipasto, un secondo oppure un contorno a seconda di come organizziamo il pasto e la distribuzione delle diverse portate.
Sicuramente, ottimo anche come piatto unico per un pasto veloce e ricco allo stesso tempo.
In Italia, ha trovato la sua maggiore diffusione dagli anni '80 in poi. E' un piatto molto versatile, può essere un antipastino presentato come centro tavola o reso molto carino nella versione finger food magari su dei crostini, su delle verdure a foglia rigida, o in piccole ciotoline di ceramica bianca con il relativo cucchiaino...la fantasia non conosce limiti... Le varianti sono talmente tante che possiamo parlare di insalata russa di mare e di carne...con gamberetti, salmone, tonno, diventa di mare e con pollo lesso, maiale, wurstel, salame, diventa di carne.
Di fatto è un piatto semplicissimo da fare. Di base sarebbe una preparazione leggera, la presenza della maionese, dell'uovo e di altri ingredienti che più ci piacciono, in realtà, fanno precipitare il conto calorico, e anche, ahimè, del colesterolo...
Diventa quindi un antipasto, un secondo oppure un contorno a seconda di come organizziamo il pasto e la distribuzione delle diverse portate.
Sicuramente, ottimo anche come piatto unico per un pasto veloce e ricco allo stesso tempo.
lunedì 15 aprile 2013
Pasta con sugo di branzino all'acqua pazza
..non c' è nulla di più leggero e saporito come le preparazioni a base di pesce!!! L'unica noia reale è la pulizia proprio della materia prima. Di solito ormai, sia in pescheria, sia al banco del pesce fresco del supermercato, troviamo persone magnanime, disposte a pulirlo al posto nostro. Così la preparazione, diventa davvero semplice, veloce e gustosa in poco tempo, senza dover affrontare un passaggio che per tanti è rapido ed indolore e per tanti altri è davvero fastidioso.
mercoledì 27 marzo 2013
I cudduraci
I Cudduraci - www.matrimonioincucina.com |
... I cudduraci sono dei tipici biscotti di pasta frolla arricchita con dei profumi primaverili, del vermut bianco e del lievito. Come elemento decorativo e ben augurale, si aggiunge l'uovo sodo che cuoce in forno con tutto il biscotto.
Si preparano di solito nel periodo di Pasqua, per consuetudine, durante la settimana santa, in tutta l'Italia del sud. Il nome varia al variare della regione, così come qualche ingrediente. Il termine cuddurace, affonda le sue radici nel greco antico kollura, che significa corona.
L'origine è, neanche a dirlo, da ricercare nel mondo contadino: i contadini o i pastori, trovavano pratico portare questa corona nel bastone che li accompagnava durante la giornata lavorativa nei campi.
Chi, come me, ha avuto la fortuna di avere almeno una delle nonne che si dedicava ai Cudduraci per Pasqua, non potrà certo dimenticare il gran trambusto e fermento che precedeva la loro preparazione. Innanzi tutto, la quantità da preparare, era a dir poco notevole: bisognava prepararli per la propria famiglia e per tutti gli amici e parenti a cui, per Pasqua, si regala qualcosa. I cudduraci sono considerati dei veri e propri portafortuna, per cui, come ogni scambio propiziatorio pagano e religioso, seguono la loro ben precisa liturgia.
Oggi si preparano nel forno di casa, quando invece erano le nostre nonne ad occuparsene, ricordo tutta una serie di riunioni familiari: bisognava decidere il giorno, procurarsi tutti gli ingredienti e concordare l'apertura straordinaria del panificio del quartiere. Ebbene si, la preparazione avveniva in modo corale, tutti, grandi e piccini, avevano il loro preciso compito e l'organizzazione aveva tempi e metodi perfettamente scanditi da rispettare.
Una volta pronti, arrivava la parte più difficile: si era in quaresima, per cui, c'era il divieto assoluto di assaggiarne qualcuno prima del giovedì santo. Altra scena divertente, era la scelta del proprio.
Ancora caldi, si faceva la corsa alla forma preferita: pesci, colombine, farfalle, caramelle, cuoricini e cestini.
Altra curiosità, era la presenza di uova: quante più uova conteneva il cuddurace, tanto più si dimostrava affetto alla persona che lo riceveva in dono.
Oggi, sembra decaduta la tradizione relativa alla quantità e mettere un uovo oppure 25, è praticamente la stessa cosa.
I cudduraci sono un buon modo per far colazione durante la settimana di Pasqua, ma nulla vieta di prepararli ancora durante il resto dell'anno per una merenda con una frolla resa elastica dalla presenza del lievito e profumata dai tanti aromi rigorosamente naturali che si utilizzano.
Allora, buona preparazione dei Cudduraci e Buona Pasqua a tutti.
giovedì 21 marzo 2013
Calzoni fritti (Pitoni Messinesi)
...I calzoni sono veramente buonissimi in ogni variante. Si sa, al forno, fanno meno male alla salute e fritti hanno quella inconfondibile croccantezza che rimanda quasi quasi ad un piatto leggero leggero.. In questo caso, avevo deciso di prepararli fritti e di seguire quella che è la tradizionale ricetta del famoso Pitone messinese con il ripieno di verdure miste, il prosciutto cotto e il buonissimo formaggio Tuma.
Allora, buona preparazione del calzone fritto ( che può essere in ogni caso cotto in forno).
Buona cena, e il giorno dopo, mi raccomando, minestrina!!!
mercoledì 13 marzo 2013
Cheese Cake con salsa di lamponi e base limone e cioccolato
...sarà che l'inverno è sempre duro da affrontare, di fatto, al primo sentore di primavera, viene voglia di cercare colori e sapori frizzanti che spazzino via il grigio fisso che ci ha accompagnati in tutti questi mesi..così..si addolcisce e si colora una giornata che anticipi la primavera e i suoi colori. Una bella cheese cake con salsa di lamponi.
sabato 16 febbraio 2013
Spezzatino di carne di manzo con patate
...lo spezzatino è un caldo e saporito piatto unico. Mangiarlo nelle sere invernali, con qualche crostino o del pane morbido da inzuppare nel suo sughetto, può servire per consolarsi dopo una gelida giornata passata fuori casa.
L'unica difficoltà, se così si può chiamare, è il tempo. Uno spezzatino che si rispetti, non cuoce meno di due ore.
La cosa interessante, è che almeno la carne, si può congelare e tenere a portata di mano per quando non si ha tanto tempo da dedicare ai fornelli.
Dosi per 4 persone:
1 kg di carne di manzo
8 patate di media grandezza
1 cipolla dorata
3 carote grandi
1 bicchiere di vino rosso
800 ml di brodo vegetale oppure acqua calda
sale e pepe qb
1 rametto di rosmarino
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
L'unica difficoltà, se così si può chiamare, è il tempo. Uno spezzatino che si rispetti, non cuoce meno di due ore.
La cosa interessante, è che almeno la carne, si può congelare e tenere a portata di mano per quando non si ha tanto tempo da dedicare ai fornelli.
Dosi per 4 persone:
1 kg di carne di manzo
8 patate di media grandezza
1 cipolla dorata
3 carote grandi
1 bicchiere di vino rosso
800 ml di brodo vegetale oppure acqua calda
sale e pepe qb
1 rametto di rosmarino
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
lunedì 4 febbraio 2013
Passatelli in brodo
...domenica di inverno
...una delle tante..fuori pioggia e freddo, zero voglia di mettere il naso fuori dalla porta...
deciso, oggi per pranzo, passatelli in brodo!!! Piccola riunione di famiglia, ricetta con limone, senza ecc..vince la versione emiliana senza limone.. Brodo di pollo con cottura lenta lenta di due ore e mezza a fuoco basso e una montagna di parmigiano saporito.
La domenica è servita!!!
Dosi abbondanti per 4 persone:
- 400 g di pan grattato
- 400 g di parmigiano grattugiato
- 4 uova intere
- noce moscata e sale qb
La domenica è servita!!!
Dosi abbondanti per 4 persone:
- 400 g di pan grattato
- 400 g di parmigiano grattugiato
- 4 uova intere
- noce moscata e sale qb
Qualche goccia di latte se la pasta dovesse risultare molto dura
per il brodo:
- 3,5 litri di acqua naturale
- 700 gr di pollo ( cosce, sovracosce, ali, pezzi vari con l'osso)
-3 carote
- 1 cipolla dorata
- 1 gambo di sedano
- sale qb
( a piacere due o tre pomodorini ciliegini oppure piccadilly)
La prima cosa da fare è occuparsi del brodo. I passatelli si preparano poco prima di essere usati per evitare che al contatto con l'aria si possano seccare.
Ho usato una capiente pentola: ho versato l'acqua, la cipolla tagliata grossolanamente, la carota sbucciata, il sedano e il pollo dopo averlo ben sciacquato sotto l'acqua corrente.
Ho acceso il fuoco a fiamma media fino al raggiungimento del bollore.
Ho abbassato la fiamma, ho coperto il brodo lasciando un piccolo sfiato e ho lasciato andare per due ore e mezza. Di tanto in tanto ho mescolato e con una schiumarola (il mestolo tondo e forato) ho schiumato eliminando la schiuma formata in superficie.
Una volta pronto il brodo, ho estratto il pollo e le verdure. (Si tengono da parte per una bella insalata di pollo da mangiare per secondo oppure anche il giorno dopo, perchè si conserva tutto perfettamente in frigo una volta freddo).
Per i passatelli: ho amalgamato le uova, con il formaggio, il pangrattato, un pizzico di sale, la noce moscata.
Una volta ottenuto un preparato omogeneo, l'ho diviso in 3 parti e con l'aiuto di uno schiacchiapatate a fori piuttosto larghi, ho ottenuto i passatelli tagliando ad una lunghezza di circa 6-7 cm.
Ho salato il brodo. Ho cotto i passatelli per 4-5 minuti e ho servito tutto caldissimo con una valanga di parmigiano grattugiato.
I passatelli sono una antica pasta nata in Emilia Romagna.
La ricetta anticamente prevedeva che pane e parmigiano venissero usati nelle stesse proporzioni, ma le proporzioni in realtà, dipendevano dalle possibilità economiche della famiglia che li preparava: tanto pane nelle famiglie povere, tanto formaggio nelle famiglie ricche.
Le varianti sono molte. I più famosi sono i passatelli in brodo, magari di carne. Esistono passatelli asciutti, con verdure, oppure pesce. Altro elemento della tradizione: il midollo di bue tritato: oggi sostituito dal burro.
per il brodo:
- 3,5 litri di acqua naturale
- 700 gr di pollo ( cosce, sovracosce, ali, pezzi vari con l'osso)
-3 carote
- 1 cipolla dorata
- 1 gambo di sedano
- sale qb
( a piacere due o tre pomodorini ciliegini oppure piccadilly)
La prima cosa da fare è occuparsi del brodo. I passatelli si preparano poco prima di essere usati per evitare che al contatto con l'aria si possano seccare.
Ho usato una capiente pentola: ho versato l'acqua, la cipolla tagliata grossolanamente, la carota sbucciata, il sedano e il pollo dopo averlo ben sciacquato sotto l'acqua corrente.
Ho acceso il fuoco a fiamma media fino al raggiungimento del bollore.
Ho abbassato la fiamma, ho coperto il brodo lasciando un piccolo sfiato e ho lasciato andare per due ore e mezza. Di tanto in tanto ho mescolato e con una schiumarola (il mestolo tondo e forato) ho schiumato eliminando la schiuma formata in superficie.
Una volta pronto il brodo, ho estratto il pollo e le verdure. (Si tengono da parte per una bella insalata di pollo da mangiare per secondo oppure anche il giorno dopo, perchè si conserva tutto perfettamente in frigo una volta freddo).
Per i passatelli: ho amalgamato le uova, con il formaggio, il pangrattato, un pizzico di sale, la noce moscata.
Una volta ottenuto un preparato omogeneo, l'ho diviso in 3 parti e con l'aiuto di uno schiacchiapatate a fori piuttosto larghi, ho ottenuto i passatelli tagliando ad una lunghezza di circa 6-7 cm.
Ho salato il brodo. Ho cotto i passatelli per 4-5 minuti e ho servito tutto caldissimo con una valanga di parmigiano grattugiato.
I passatelli sono una antica pasta nata in Emilia Romagna.
La ricetta anticamente prevedeva che pane e parmigiano venissero usati nelle stesse proporzioni, ma le proporzioni in realtà, dipendevano dalle possibilità economiche della famiglia che li preparava: tanto pane nelle famiglie povere, tanto formaggio nelle famiglie ricche.
Le varianti sono molte. I più famosi sono i passatelli in brodo, magari di carne. Esistono passatelli asciutti, con verdure, oppure pesce. Altro elemento della tradizione: il midollo di bue tritato: oggi sostituito dal burro.
martedì 29 gennaio 2013
Calamari ripieni con sugo di pomodoro
... I Calamari ripieni al sugo rosso, sono un piatto ricco e completo. Con l'aiuto di un bravo e paziente pescivendolo che si occupa della pulizia del pesce, la preparazione diventa decisamente meno elaborata. In alternativa, con un po' di pratica, manualità e un paio di guanti per quelli che, come me, non amano pulire il pesce, la preparazione diventa più articolata, ma sicuramente, il risultato, ripagherà del tempo e della cura dedicata.
sabato 19 gennaio 2013
Tortellini fatti in casa con brodo di pollo
...In una famiglia, quando si ritrovano appassionati di cucina, si sa, ogni momento libero, è quello giusto per sperimentare qualche ricettina.
Di solito, gli addetti alla pasta fatta in casa, sono mio fratello e mio marito. Durante le feste appena trascorse, mi sono finalmente dilettata anche io a far tortellini, cappellacci e tortelli ripieni!!! Non vedevo l'ora!!!
Così abbiamo trovato questo gustoso modo di condividere una passione di famiglia: il piacere di condividerla con i propri cari, raddoppia la soddisfazione!!!
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